Che rischio se pago la multa e non comunico i dati della patente?


Scatta anche una seconda multa se il proprietario del veicolo paga subito la multa ma non comunica nome e cognome nonché i dati della patente di chi era alla guida al momento dell’infrazione per il taglio dei punti-patente.

Se hai ricevuto a casa una multa, pagare l’importo indicato nel verbale non esaurisce tutti i tuoi obblighi, né ti mette al riparo dalla possibilità di ricevere una seconda e più salata multa: devi anche comunicare, entro 60 giorni, alla polizia o a chi ha elevato il verbale, i dati di chi era alla guida della tua auto nel giorno in cui è stata commessa l’infrazione. Se non lo fai senza un giustificato motivo rischi una ulteriore multa che va da 422 a 1.695 euro. E questo vale anche se paghi immediatamente la contravvenzione. È quanto ha ricordato, poche ore fa, la Cassazione [1]. Ma procediamo con ordine.

Omessa comunicazione dei dati della patente Tutte le volte in cui, insieme alla sanzione principale (quella economica) la legge prevede anche la sanzione accessoria della decurtazione dei punti dalla patente, l’autorità che ha elevato il verbale ordina al proprietario dell’auto – unico soggetto cui la multa viene, in un primo momento, inviata – di comunicare i dati di chi era alla guida dell’auto al momento della infrazione. Questo al fine di sottrarre i punti solo a chi ha effettivamente violato il codice della strada e non, invece, a un soggetto terzo che, per quanto proprietario della macchina, potrebbe non essere responsabile della violazione. Il titolare del mezzo trova, di norma, all’interno della multa speditagli con raccomandata a.r., il modulo da compilare per indicare i dati dell’effettivo conducente: non solo nome e cognome, ma anche il numero della patente.

Secondo l’orientamento della Cassazione, non ricordarsi a chi è stata prestata l’auto o aver tentato di raggiungere questa persona per conoscere gli estremi della patente e non esserci riuscito non sono valide scuse per mettersi al riparo dalla seconda contravvenzione.

Il proprietario dell’auto che non invia la comunicazione con i dati dell’effettivo conducente non subisce però la decurtazione dei punti, prevista per quell’illecito, dalla propria patente, ma è tenuto a pagare un secondo verbale che – come anticipato – va da 422 a 1.695 euro.

Mancata comunicazione dei dati del conducente quando questi è anche il proprietario Che succede se il proprietario dell’auto è proprio colui che ha commesso l’infrazione e, quindi, è l’effettivo conducente? Anche in questo caso egli deve inviare la comunicazione alla polizia, entro 60 giorni dalla notifica della multa. Se non lo facesse, infatti, egli non subirebbe alcuna decurtazione dei punti.

Ma c’è di più: il fatto di pagare la multa spontaneamente e subito non costituisce un comportamento di tacita ammissione di responsabilità e, quindi, non giustifica la mancata comunicazione dei dati del conducente (che, in questo caso, è lo stesso proprietario del mezzo).

La Cassazione, in proposito, ha ricordato che l’obbligo di rendere noto alla polizia municipale l’identità del trasgressore è del tutto autonomo e indipendente dalla violazione principale del codice della strada: è un illecito che si sostanzia nel non aver adempiuto al dovere di collaborare con l’autorità pubblica e non aver risposto alla sua richiesta di chiarimenti. Pertanto, l’obbligo di comunicare i dati del conducente non viene sospeso neppure dalla proposizione del ricorso contro la prima multa né dal versamento del relativo importo.

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