Quali documenti tenere in auto


Patente e libretto di circolazione vanno conservati in auto per esibirli in caso di controllo; così anche il certificato di assicurazione. Viceversa non va conservato il tagliando dell’assicurazione, il certificato di proprietà e la ricevuta di pagamento del bollo auto.

Nel momento in cui ci si mette alla guida è sempre bene sapere quali documenti tenere in auto, in modo da non subire una contravvenzione in caso di controllo da parte della polizia, dei carabinieri o della finanza. La questione è peraltro mutata di recente, a seguito della «dematerializzazione» del contrassegno assicurativo e del certificato di proprietà dell’auto che, oggi, non devono più essere conservati in forma cartacea, avvenendo i controlli in forma telematica. Ma procediamo con ordine e vediamo quali documenti conservare in auto e quali, invece, possono essere tenuti a casa.

Documenti da tenere in auto

patente: in caso di guida senza patente (perché dimenticata a casa), l’automobilista subisce una multa da 41 a 155 euro, con invito, entro le 24 ore successive, a presentarsi presso qualsiasi comando di polizia o caserma dei carabinieri per mostrare il documento. In caso di violazione di tale secondo obbligo scatta una seconda multa da 419 a 1559 euro;

libretto di circolazione: anche in questo caso, chi viene trovato alla guida senza libretto di circolazione subisce una prima multa da 41 a 155 euro, con invito, nelle 24 ore successive, a presentare il documento presso le autorità, altrimenti scatta la seconda multa da 419 a 1559 euro;

certificato di assicurazione: vale quanto appena detto per patente e libretto di circolazione.

Documenti da non tenere necessariamente in auto

ricevuta di versamento del bollo auto: Tale documentazione va conservata a casa per almeno 3 anni, decorrenti dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui è dovuto il pagamento. Dopo tale termine si compie la prescrizione e l’amministrazione non può più chiedere il pagamento del bollo;

tagliando dell’assicurazione (o anche detto contrassegno assicurativo). Dopo la dematerializzazione del contrassegno Rc auto, l’adempimento dell’obbligo assicurativo viene registrato telematicamente ed è attraverso un controllo online che la polizia verifica se il conducente è assicurato o meno

certificato di proprietà dell’auto. Anche questo documento è stato ormai dematerializzato e non deve essere più conservato in forma cartacea;

modello Cai o Cid, per la constatazione amichevole del sinistro. È tuttavia opportuno conservarne sempre una copia all’interno dell’auto perché, in caso di incidente, la sua compilazione renderà più agevole la pratica di risarcimento.

[1] C. Cost. sent. n. 113/15. [2] Trib. Treviso, sent. n. 2670/2016.

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